La notte mi fai impazzire ovvero Gesta erotiche di Agostino Tassi pittore

Copertina

Gesta erotiche di Agostino Tassi pittore è un piccolo libro, novantanove pagine in tutto, nato quasi per caso e che, forse, solo un tipo come Buttafuoco poteva scrivere.

La genesi del libro è piuttosto interessante: Skira vuole una biografia di Artemisia Gentileschi, che celebri la grande pittrice in occasione della mostra “Artemisia Gentileschi e il suo tempo” in programma a Roma; l’autore fa ricerche, prende appunti, cerca la giusta ispirazione e poi, ad un certo punto sovverte tutto e decide che, invece della pittrice, lui preferisce raccontare di colui che è passato alla storia come il suo stupratore. In fondo, pensa Buttafuoco, di lei si è già detto tutto, biografie in giro ce ne sono, dell’uomo che l’ha violata, al contrario, si sa ben poco. E proprio su queste poche notizie che l’autore costruisce una biografia romanzata, o meglio un pezzo di vita del Tassi dalla giovinezza e fino all’incontro fatale. Del prima e del dopo solo pochi accenni.

Nel libro c’è lui, il Tassi, lo Smargiasso, e la sua pittura, le sue notti, i suoi vizi; tutto il resto, tutti gli altri sono di contorno.tassi_agostino_506_coral_fishers_1622

Se ci aspetta un libro erotico, si resta delusi. Episodi scabrosi ce ne sono a volontà perché Tassi trascorre le sue notti (e a volte anche i giorni) tra lupanari e puttane; per scommessa ne sposa una che, quasi per contrappasso, lo rende cornuto; gioca d’azzardo, imbroglia, inganna, approfitta. Ma Buttafuoco non dà spazio all’eros, alla passione, la vita corrotta del pittore viene narrata quasi freddezza.

A far da contrappunto al protagonista due degni compari: Cosimo Quorli, furiere del Vaticano, e il collega Orazio Gentileschi, padre di Artemisia. Quell’Artemisia che diventa la sua ossessione, colei che vuol far sua a tutti i costi, ammaliato dalle insinuazioni del Quorli e dalle chiacchiere da bettola.

La scrittura di Buttafuoco è, come sempre, piena, ricca, raffinata e colta anche quando il linguaggio è volgare. La storia è narrata quasi con distacco, non vi è giudizio o presa di posizione. Ne viene fuori un ritratto interessante di un pittore per lo più dimenticato e del suo tempo corrotto. Lui resterà un mediocre paesaggista, lei sarà ricordata come una delle più grandi pittrici della storia.
La biografia di Artemisia non  c’è, ma non importa perché cosa c’è di meglio per esaltare la grandezza dell’una che raccontare della pochezza dell’altro?gentileschi_artemisia_judith_beheading_holofernes_naples

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