Incomunicabilità

arton142746

Ogni volta che devo scegliere un nuovo libro da leggere lo faccio sempre un po’ a caso: la copertina, il titolo, l’autore, le recensioni lette, la trama, i consigli di altri. Non ho un genere preferito, ne amo molti, ma parlare di genere preferito, no, direi di no. Sono una lettrice abbastanza casuale e tutto sommato abbastanza fortunata, perché generalmente le scelte sono sempre azzeccate.
Generalmente, appunto.
In un freddo pomeriggio invernale scelgo alcuni libri da aggiungere alla mia libreria digitale. Sfogliando tra le varie proposte capito su Vicino al cuore selvaggio di Clarice Lispector: bellissimo titolo, ottime recensioni, dice una Virginia Wolf più scarmigliata, lo compro.Già dalle prime righe, però, sentivo una certa distanza tra noi, una certa difficoltà di comprensione. Ma volevo provarci, andare fino in fondo, non arrendermi alle prime difficoltà. Poi, però, a circa un quinto del libro, arriva questa frase: “E soprattutto la consapevolezza che la terra sotto i piedi era tanto profonda e tanto segreta che non c’era da temere che un’invasione del capire arrivasse a dissolverne il mistero. C’era un che di glorioso in questa sensazione”.
A questo punto capisco.
Capisco che è inutile continuare, capisco che il nostro rapporto si chiude qui, capisco che non ci capiremo mai.
Libro abbandonato, c’è troppa bella roba in giro, per continuare a perdere tempo!

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