In pila

Un giro in libreria, una passeggiata sotto i portici tra le bancarelle di libri usati, una visita ai miei, un’occhiata alle librerie online, ed ecco che la dipendenza ricomincia.

Non sono riuscita ad uscire dalla libreria senza aver comprato.
Non sono riuscita a passare tra le bancarelle senza fermarmi ad acquistare.
Non sono riuscita ad andare via da casa dei miei senza aver trafugato.
Non sono riuscita a non fare una lista desideri bella lunga in attesa di acquisto.
E’  un comportamento al limite del compulsivo, di titoli ne ho già qualcuno, ma mi prende la frenesia di  averne di più, una lunga coda tra cui poter scegliere e con cui sedare l’angoscia del “cosa leggo dopo?”.
E così oggi ho una nuova scorta di libri da catalogare ed inserire tra gli scaffali, quello reale e quello virtuale.
Prendo i libri, li sistemo in pila sul piano dell’isola in cucina, apro la pagina di anobii e provvedo ad inserire l’ISBN di ciascuno.

In ordine sparso:

  • Enzensberger, Il mago dei numeri, Einaudi (Mio padre. Perché sembra interessante. Ho deciso che non glielo restituisco, guardando bene nella sua libreria mi sono accorta che ne ha pure un’altra edizione…)
  • Salinger, Il giovane Holden, Einaudi (Mio. Perché l’ho letto e amato tempo fa, ma l’avevo lasciato dai miei e me lo sono ripreso)
  • Deresiewicz, La vita secondo Jane Austen, Tea (Libreria. Perché Jane Austen ha sempre una forte capacità attrattiva su di me!)
  • Culicchia, Torino è casa mia, Contromano (Libreria. Che sia profetico?)
  • Chatwin, Patagonia, Feltrinelli (Mio padre. Sicura di averlo già letto?)
  • Selby JR., Ultima fermata a Brooklyn, Feltrinelli (Mio padre. Tanto per prenderne uno)
  • Malamud, Il commesso, Einaudi (Mio padre. Perché mi piaceva la quarta di copertina)

Mancano alla pila:

  • Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, Mondadori (Bancarella. Perché Calvino val sempre la spesa. In lettura)
  • Amado, Terre del finimondo, Einaudi (Bancarella. Perché no, visto che non l’ho mai letto? Lasciato a Torino)
  • Djebar, Lontano da Medina. Figlie di Ismaele, Giunti (Un’amica. Perché me lo ha regalato. Anche questo  a Torino).

Poi li guardo e mi sento soddisfatta, appagata: per un po’ non avrò problemi per le prossime letture.
Tra un attimo li prendo e provo a sistemarli nella mia libreria, non sarà semplicissimo: stavolta sono sistemati per casa editrice e non so se riuscirò a trovargli la giusta sistemazione.

Però, però, quasi, quasi cambio.
Via l’ordine per casa editrice e li rimetto di nuovo per colore che mi piaceva tanto, non è proprio una catalogazione ortodossa, ma molto decorativa sì!

Una domanda cerca ancora risposta: da dove incomincio?

 

 

Non posso vivere senza libri.

Thomas Jefferson

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